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Biografia

Biografia

Biografia non convenzionale

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Il mio nome non mi rappresenta, tanto per cominciare.
Il nomen omen “Serena”, questo augurio di tranquillità su cui contava mia madre, è miseramente fallito. Sono una persona profondamente inquieta. La notizia buona è che ho sempre trovato interessante questa inquietudine. Voglio bene a questa instabilità emotiva e intellettuale perché mi ha abituata a pensare, a esplorare, a cercare senza sosta.
Oggi so che l’obiettivo non è trovare risposte, ma continuare a farsi domande. Raggiungere la meta non mi interessa più, è il viaggio che conta con i suoi imprevisti e le sue tortuosità. Nell’intraprenderlo l’introspezione rappresenta quel lavorio mentale e di cuore che non credo mi abbandoni mai e a cui sono tanto affezionata.
Stendiamo un velo pietoso, poi, sul mio cognome: la ricerca di cui parlavo prima non ammette balle. Raccontarsela significa tradirsi, e l’onestà verso se stesse è una conditio sine qua non per conoscere, per conoscersi, per tendere a quella complessità che mi è così cara.
Vivo di slanci e innamoramenti io, a mio rischio e pericolo. Quando posso, evito di mettermi in avventure che non siano in grado di scioccarmi o mettermi in discussione. Sento il bisogno di lasciarmi attraversare da quello che faccio, osservo, ascolto. Sentire è fondamentale per me. Certo, a volte, può essere difficile sostenerne il carico perché più si cura la propria empatia e più ci si sente attratte da un approccio partigiano alla vita. E, allora, prendere posizione diventa una necessità, una via obbligata, qualcosa di cui a volte vorrei fare a meno.
Chi legge potrà anche avere un’opinione diversa ma a me sembra fondamentale concludere col raccontare che ci sono tre cose senza le quali non riuscirei a mettere in fila i pensieri: «un caffè macchiato freddo, per cortesia!», una penna in mano e un buon libro in borsa.
Senza non saprei nemmeno dire come mi chiamo.

Biografia convenzionale

Serena Ballista, classe 1985, è una scrittrice e un’attivista femminista modenese.
Nel 2004 consegue la maturità classica con il massimo dei voti presso il Liceo L.A.Muratori di Modena.
Successivamente studia presso l’Universität des Saarlandes di Saarbrücken (Germania) e si laurea con Lode nel 2010 alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia presentando una tesi di ricerca intitolata La medicalizzazione dell’evento nascita. L’esproprio tecnologico del parto e la sua legittimazione da parte delle donne. Il suo lavoro viene insignito del Premio “Renata Bergonzoni”, avvocata e attivista tra le più significative madri della res publica italiana.
Dal 2009 al 2014 è Consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità nel Comune di Bastiglia (Modena) ed è componente del Comitato esecutivo della Conferenza provinciale delle donne elette di Modena.
Contemporaneamente comincia il suo attivismo nell’UDI, modenese e nazionale, ed entra a far parte prima del Comitato d’onore, poi della Giuria del Premio “Immagini amiche”, nato dall’omonima Campagna politica in collaborazione con l’Ufficio italiano del Parlamento europeo e sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica.
Dal 2012 comincia la sua attività come autrice.
Nel 2014 viene eletta Presidente dell’UDI di Modena.

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